La scelta del font può influenzare il tasso di conversione?

Quella del font è una scelta a cui viene dedicato sempre troppo poco tempo. Il font è ritenuto un elemento stilistico, marginale ai fini del marketing, ma invece può fare una grandissima differenza. A dimostrarlo sono test e dati molto concreti.

 

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ell’economia dello sviluppo di un sito web, la scelta del font giusto è la parte che normalmente incide meno. È ritenuta infatti una questione meramente estetica, la cui scelta riguarda più il reparto grafico che quello addetto alla comunicazione. Sbagliato. Il font, come la scelta delle immagini e dei colori, ha una valenza legata soprattutto al marketing e incide direttamente sulla percezione della pagina web e sulle conversioni.

Se pensate che stia esagerando, provate a dare un occhio a questa immagine:

 

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L’infografica sul carattere delle diverse famiglie di font pubblicata da crazyegg.com

 

È un’analisi psicologica dell’effetto che un font può avere sulla nostra parte inconscia pubblicato da crazyegg.com. Siamo tutti d’accordo nel dire che un font Serif dia un’idea di affidabilità e prestigio, vero? D’altronde chi userebbe un Comic-Sans per realizzare il logo della propria azienda?

 

DIFFERENZE TRA FONT SERIF E SANS SERIF

Può essere una cosa banale, ma in questo blog si parla anche ai tecnici del web, quindi è bene non dare per scontata una differenza fondamentale nelle famiglie dei font. Alla base di tutto c’è la grande distinzione tra Serif e Sans, il primo è quello con gli ornamenti sulle punte, anche dette “grazie”, mentre il secondo è quello dritto, qualcuno direbbe “bastone”, ovvero senza ornamenti alle estremità. Helvetica e Arial, tanto per citarne due molto utilizzati, sono font Sans (o Sans Serif), mentre il celebre Times New Roman è un font Serif.

Ovviamente esistono altre famiglie di font, ma credo che sia opinione comune che un font della famiglia “script” sia assolutamente da evitare su un sito web, se non in contesti prettamente grafici, come il titolo di una slide, ad esempio.

 

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Un esempio definitivo sulla diversa percezione di un font Serif e di uno Sans

FONT PIÚ LEGGIBILE = FREQUENZA DI RIMBALZO PIÚ BASSA

Dicevamo della correlazione tra la scelta corretta del font e le finalità di marketing di un sito. Non ne siete convinti? Sappiate che, oltre alle diverse impressioni che possono fare i diversi font sulla nostra psiche, c’è anche una questione di leggibilità che impatta direttamente sul tempo che l’utente passa sulla pagina, e di conseguenza influenza la frequenza di rimbalzo e il tasso di conversione.

A dimostrarlo è uno studio congiunto di IBM e Google, il quale dimostra come la scelta del font e della dimensione cambia nettamente il tempo di lettura e la percentuale di abbandono del testo. In generale i font Serif sono ritenuti più leggibili e comprensibili, sopratutto quando il testo è molto lungo. Ma non sempre lo scopo finale è questo. A volte può essere più importante trasmettere pulizia e ordine e in questo sicuramente un font Sans può essere la scelta giusta.

Esistono anche degli strumenti per facilitare la scelta del font e della dimensione giusta. Golden Ratio Typography Calculator, ad esempio, permette di scegliere il font giusto dandogli in input la dimensione del font desiderata, la larghezza della pagina e il numero desiderato di caratteri per linea.

Insomma, è chiaro che la scelta del font è importante tanto quanto tutte le scelte che vengono fatte a livello di comunicazione. Nulla è casuale nell’economia di un sito web di successo, tanto meno il font.

 

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FONTE: marketingland.com